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2025 IL CONSUMO DI SUOLO RALLENTA: ORA LA SFIDA E' RESTITUIRE VERDE ALLE CITTA'

Lo scorso anno la Regione ha consumato 174 ettari di suolo agricolo e naturale, un terzo in meno della media degli anni precedenti. La costa resta tra le più cementificate d'Italia e i ripristini si fermano a 5 ettari.

Ancona, 28 ottobre 2026 – Nel 2025 le Marche hanno rallentato il consumo di suolo mentre a livello nazionale il fenomeno accelerava. In un anno la regione ha coperto con superfici artificiali 174 ettari, il 34% in meno della media annua 2021-2024. Le Marche sono tra le sei regioni con un consumo inferiore alla propria media del periodo precedente, insieme a Emilia-Romagna, Veneto, Umbria, Trentino-Alto Adige e Sardegna. In Italia, invece, il consumo sale a 10.243 ettari: il 33,8 % in più della media annua 2021-2024. Al netto dei ripristini è il valore più alto dal 2012. È quanto emerge dal Rapporto SNPA 2026 sul consumo di suolo, che per le Marche si basa sul monitoraggio di ARPAM.

Il rallentamento, però, non è uniforme. Il maggior consumo si concentra nella provincia di Macerata. Resta poi aperta la questione della costa: nei primi 300 metri dal mare è artificiale il 45,68% del suolo, il secondo valore in Italia dopo la Liguria e il doppio della media nazionale. È un dato accumulato nel tempo, perché nel 2025 il nuovo consumo in questa fascia è stato di 2 ettari.

A livello nazionale oltre un quarto del nuovo consumo (27%) è dovuto agli impianti fotovoltaici a terra, che il Rapporto conteggia come consumo reversibile e che in un anno sono passati da 1.702 a 2.798 ettari. Nelle Marche il loro peso è minore: 30 ettari, il 17% del consumo regionale. Escludendoli, le Marche hanno consumato 144 ettari e l'Italia 7.446.

Questi numeri hanno conseguenze concrete sulla sicurezza e sulla qualità della vita.

Come valore assoluto, con il 7,02% di territorio artificiale, la regione resta appena sotto la media nazionale del 7,19%. Il quadro cambia, però, se il dato si rapporta agli abitanti: ogni marchigiano ha in media 441 metri quadrati di suolo consumato, contro i 367 della media italiana, cioè il 20% in più. La quota di territorio artificiale è simile a quella nazionale, ma la regione ha meno abitanti per chilometro quadrato. Nell'ultimo anno, invece, il consumo per abitante è stato più basso della media: 1,18 metri quadrati contro 1,74.

È proprio sul recupero che la regione ha il margine più ampio. Oggi le Marche ripristinano meno di 3 ettari ogni 100 consumati, contro i 7 della media italiana. Il Rapporto, però, individua per la prima volta dove si potrebbe intervenire: nelle aree urbane marchigiane ci sono 5.560 ettari potenzialmente idonei a nuovi spazi verdi, il 13,1% del territorio urbano regionale contro il 10,6% nazionale. Si tratta di piazzali, cantieri, aree estrattive, edifici (per interventi come i tetti verdi) e aree agricole o poco vegetate dentro il tessuto urbano; 579 ettari sono a gestione prevalentemente pubblica. Le superfici adatte a nuovi alberi, in parte coincidenti con queste e comprensive di prati urbani e strade, sono 7.508 ettari. Dopo aver rallentato il consumo, la sfida dei prossimi anni è restituire suolo alle città.

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