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Catasto RF

Il catasto regionale delle sorgenti di campo elettromagnetico, previsto dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36 (legge quadro) e dalla legge regionale Marche 30 marzo 2017, n. 12, è istituito presso l’ARPAM secondo i criteri definiti dal decreto ministeriale 13 febbraio 2014, che disciplina il Catasto nazionale delle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle aree interessate.

Sulla mappa relativa al catasto RF è possibile consultare un estratto dei dati presenti nel sistema informativo regionale e, in particolare, gli impianti di teleradiocomunicazione attivi (emittenti radiofoniche e televisive e stazioni radio base per telefonia mobile), con indicazione della tipologia degli stessi. Sono attualmente in corso aggiornamenti del catasto al fine di integrare e rendere disponibili, per ciascun impianto, sia i valori di campo elettrico stimati nell’ambito delle valutazioni di compatibilità elettromagnetica, sia i valori derivanti dalle attività di misura effettuate sul territorio, al fine di garantire una rappresentazione più completa e trasparente dei livelli di esposizione¹.

I valori riportati fanno riferimento ai limiti fissati dalla normativa nazionale vigente per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. In particolare, il limite di esposizione per le radiofrequenze resta pari a 20 V/m per frequenze comprese tra 3 MHz e 3 GHz, come previsto dal D.P.C.M. 8 luglio 2003.

A seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 214/2023 e dai successivi provvedimenti attuativi, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per il campo elettrico sono stati aggiornati, passando dal precedente valore di 6 V/m all’attuale valore di 15 V/m (media su 24 ore), pur restando invariato il limite di esposizione massimo.

Nota tecnica

¹ I valori di campo elettrico “stimati” derivano dalle valutazioni previsionali effettuate nell’ambito dei procedimenti autorizzativi, secondo le metodologie di calcolo previste dalla normativa tecnica di settore (in particolare norma CEI 211‑7 e successive evoluzioni) e in coerenza con gli indirizzi metodologici definiti dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), inclusi i manuali tecnici ISPRA e le linee guida SNPA in materia di modellistica e valutazione previsionale dei campi elettromagnetici.

I valori “misurati” derivano invece da campagne di monitoraggio e controlli strumentali eseguiti sul territorio secondo protocolli conformi alla normativa tecnica vigente (norme CEI applicabili) e alle linee guida SNPA per la misura e la valutazione dei campi elettromagnetici, con particolare riferimento ai documenti tecnici condivisi a livello nazionale dal sistema delle Agenzie ambientali.

I due insiemi di dati rispondono a finalità differenti (previsione vs verifica) e non sono necessariamente direttamente confrontabili, in quanto riferiti a condizioni operative, configurazioni impiantistiche e modalità di misura diverse. In particolare, le simulazioni previsionali sono generalmente effettuate assumendo condizioni cautelative, con esercizio degli impianti alle massime potenze autorizzate e contributi contemporanei di tutte le sorgenti presenti, mentre le misure rappresentano condizioni reali di esercizio, caratterizzate da variabilità temporale dei segnali, livelli di traffico e assetti impiantistici dinamici, con valori normalmente inferiori a quelli teorici massimi.

 

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