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L’ozono troposferico è un inquinante secondario tipicamente estivo e si forma nella bassa atmosfera a seguito di reazioni fotochimiche che interessano inquinanti precursori prodotti per lo più da processi antropici, quali gli ossidi d'azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV); a causa della sua natura l’ozono raggiunge i suoi valori massimi nel periodo estivo e nelle ore più calde e assolate della giornata dove tali reazioni sono favorite.
L’attenzione prestata all’ozono è dovuta al fatto che esso può causare seri problemi alla salute dell’uomo e all’ecosistema, nonché all’agricoltura e ai beni materiali. L'ozono è un gas presente naturalmente nella stratosfera (dai 15 a 60 Km di altezza) dove costituisce un'importante fascia protettiva, schermando la radiazione ultravioletta proveniente dal sole, nociva per gli esseri viventi. Al contrario, negli strati più bassi dell'atmosfera, esso è da ritenersi una sostanza inquinante dannosa per l'uomo e per l'ambiente.
Gli impatti principali dell’inquinamento da ozono sono a carico della salute umana. Il bersaglio prevalente dell' O3 è l'apparato respiratorio. Gli effetti possono essere acuti (a breve termine) con diminuzione della funzionalità respiratoria, e croniche (a lungo termine).
Le elevate concentrazioni estive di ozono danneggiano visibilmente anche le piante e la vegetazione, soprattutto le latifoglie, i cespugli e le colture. Una prolungata esposizione all’ozono può provocare diminuzione della crescita della vegetazione e può incidere sulla vitalità delle piante sensibili.
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